Archivia per Gennaio 2008

30
Gen

Serata da single a casa

Lei è uscita con una sua amica. Io sono a casa da solo e vorrei avere ancora contatti in chat con L’altra… ma ormai da tempo non la sento più.
Ho ancora in mente, tatuato fra le pieghe cerebrali, il suo numero di cellulare. La paura di chiamarla è tanta. La paura di essere scoperto dalla mia adorabile e terribile Lei è enorme.
E pensare che basterebbe risentire la voce della mia tentazione perenne per farmi sciogliere in mille ricordi; sentire il suo accento cosi “parigino” darebbe effetti immediati, meglio della più potente pillolina blu del piacere.
Magari L’altra mi sbatterebbe il telefono in faccia, visto che per due anni non l’ho chiamata una volta e all’epoca c’eravamo lasciati male con il sottoscritto che recitava la “scena madre”:

” Scusa ma non riesco più a sentirti solo come amico. Ho voglia di più! Ho voglia di quello che ho avuto in passato e che ora dai a qualcun’altro”.

Vi racconto l’ultima incontro che ho avuto con L’altra, vi và?

Era passata dalle mie parti, insieme al suo “divertimento” di allora: un notaio sesso-dipendente con il quale stava progettando di realizzare un sito tipo questo qui! Pensava che poteva anche lei, come la protagonista del sito, alzare un pò di soldini e magari essere intervistata da Lucignolo. Ho provato a darle una mano in quel periodo, visto che qualcosa di grafica e programmazione web conosco. Quando ormai era tutto finito, mi disse che sarebbe passata a trovare con il suo lui, degli amici che aveva dalle mie parti.
Ci siamo dati appuntamento, allora, in una birreria della zona.
La scena era stata pietosa: io ero incazzato per non poterle stare vicino e per non averla tutta per me, almeno per 10 minuti.
In più, vista la mia timidezza, non riuscivo a scambiare una parola con nessun’altro al tavolo.
Risultato, dopo un’oretta a mangiare noccioline e a bere coca-cola, sono andato via.
Lei mi ha accompagnato fuori e ci siamo lasciati abbracciandoci.
Sentivo che non ci saremmo più rivisti!

Solo pochi altri scambi di battute in chat e poi, da lì a qualche giorno, la scena madre che vi raccontavo qualche riga più su.

30
Gen

Girovagando in rete - 1

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Avrei bisogno che comparisse L’altra in questo momento nella mia stanza, vestita come in questa foto che ho trovato in rete. Potrei morire felice allora!

25
Gen

Avrò mai il coraggio?

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A volte girovago per un’oretta in macchina per certe strade. Guardo, butto uno sguardo sperando di non essere riconosciuto, cercando di non farmi notare da chi cammina su quei marciapiedi.
Avrò mai il coraggio di fermarmi, aprire il finestrino dell’auto e chiedere: “ciao!, vieni a fare 4 chiacchere con me?”

22
Gen

Protetto: Foto e ricordi - 2

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21
Gen

Foto e ricordi - 1

E’ da tempo che non ho più sue foto sul mio computer. L’altra, però, c’è sempre dentro di me e non serve ammirarla in un’immagine del passato per sentirne ancora la presenza sulla mia pelle.
Ci sono volte, però, in cui mi sembra di dimenticarla, che i dettagli e i ricordi che conservo nella mia mente svaniscano nel vento.
Ecco, allora, che internet mi aiuta; so dove alcune sue foto sono custodite e, quasi come un tesoro nascosto in una grotta, vado a ricercarle e sto lì per decine di minuti a guardarle.
Immaginate un vecchio pirata che, lasciato il tesoro su una qualche isola dei caraibi, ogni tanto torni per rivederlo, per contare le monete d’oro e le gemme preziose e davanti ad una bottiglia di rhum si metta a ricordare i momenti in cui, giovane ed aitante, aveva battagliato per i sette mari alfine di catturare quel tesoro.
Nel mio caso è stata L’atra a conquistarmi; è stato il tesoro a nascondersi sulla mia nave e a farsi nascondere su quest’isola.

In una foto in particolare mi guarda come se volesse rimproverarmi di non adare più spesso nella grotta per ammirarla.
La questione è che sono stato spesso beccato da Lei , mentre mi aggiravo intorno al suo nascondiglio.
Ogni volta, per paura di perdere Lei, ho fatto di tutto per cancellarmi dalle mente la strada che porta al “tesoro nascosto”.

Ogni volta, però, sono ritornato…. anche se il tesoro non aveva più memoria di me.

In un prossimo post, alcune foto de L’altra (se sarete bravi, vi darò la password ;) ).

15
Gen

Roma

Con L’altra ci incontrammo a Roma per la prima volta.

Ricordo ancora quei momenti prima di conoscerla di persona, dopo che per settimane c’eravamo sentite anche 10 volte al giorno per telefono. Allora io ero un povero universitario squattrinato e mi sembrava impossibile che qualcuno spendesse per me decine di migliaia di lire di celluarae per ascoltarmi.
Lei era scesa in un albergo nei pressi di Fontana di Trevi. Era la prima volta che vedeva la Capitale ed io, d’altro canto, ci vivevo solo le giornate all’università… non potevo proprio dire di esserne un suo cittadino, semmai un assiduo frequentatore.

Chiesi alla reception, non appena arrivai, quale fosse la sua stanza e se potevano chiamarla in camera, ma non ce ne fu bisogno.
Pochi squilli dopo avermi passato la cornetta del telefono, il tipo dell’albergo mi disse che stava scendendo in quell’istante dalle scale.

Non c’eravamo mai visti, solo una foto tessera scannerizzata ed inviata via email. Fu una sensazione stranissima averla davanti ai miei occhi; come il materializzarsi di un sogno alle prime luci dell’alba.

Era bellissima nel suo tallieur un pò avvitato mentre, con qualche difficolta, scendeva le poche scale rimaste. Il suo passo era incerto per via di quelle fantastche scarpe bordeaux lucide, dal tacco decisamente troppo alto.

Mi avvicinai a lei e in un attimo ci fondemmo in un abbraccio che sapeva più di “finalmente ti conosco, dopo tutto quel tempo al telefono”, “finalmente hai un volto, una corporatura…. finalmente sento l’odore della tua pelle”.

Fu bellissimo e tenerissimo allo stesso tempo. Dieci secondi lunghi come un addio. Il mondo c’era passato accanto e noi non ce ne eravamo resi neanche conto, disciolti com’eravamo l’uno nell’altra.

13
Gen

Wow

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Nessun commento, andate qui per vedere altre foto.

13
Gen

Un bel piedino

stilettos-stockings.jpg

highheels-nylons.jpg

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Vero che è un bel piedino?
Graziosamente vestito a “festa” invita ad accarezzarlo e a baciarlo.

Per altre immagini, cliccate qui! 

12
Gen

I dettagli di una donna

sexy

Uhm… sexy, non è vero?

Cliccate qui e troverete altre immagini di questo tipo.E’ davvero bravo il fotografo.

10
Gen

7 anni fa

Albergo

Da poche settimane ho “festeggiato” i 7 anni da quando, per l’ultima volta, mi sono stretto a L’altra, nudo, in un letto.

Una vita sembra essere passata… e forse è così davvero.

Da qualche giorno cerco di mettere in fila le idee e le sensazioni utili a scrivere questo post, ma non ci riesco.

Ho deciso, quindi, di sfruttare i momenti di pausa del mio lavoro (quando so di non essere sotto qualche possibile sguardo indiscreto dei colleghi) per poter scrivere i miei pensieri e miei ricordi su l’ultima volta.

Ero andato a trovarla nella sua città. Ovviamente, visto il clima di feste, non ero stato al centro delle sue attenzione, ma almeno ero lì, intorno a lei, che le giravo intorno, che l’abbracciavo quando nessun altro ci poteva vedere.
I giorni erano passati abbastanza in fretta e, a dire il vero, le occasioni per stare da soli a coccolarci erano state ben poche finché non decise che era giunto il momento.

Voleva uscire per fare un giro, e mi chiese di accompagnarla. Il giorno dopo sarei tornato in treno a casa e aveva voglia di farmi vedere un po’ alcuni locali che le piacevano molto e in cui, a suo parere, mi sarei divertito.

A dire il vero non ero molto dell’umore di stare in compagnia; mi domandavo se era stata una buona cosa venire a trovarla, visto che poi non aveva dimostrato molto interesse nei miei confronti.

Mi sorprese chiedendomi se potevo guidare la sua macchina.

Dopo qualche giro in città mi chiese di portarla in “un posto”; mi indico la strada molto cortesemente e solo alla fine, quando mi disse di tenere i documenti a portata di mano, capii che ci stavamo dirigendo in un albergo ad ore.

Alla reception furono asettici e professionali, come se non gli interessasse chi fossimo o cosa fossimo in procinto di “commettere”.

Entrammo in stanza, una normalissima camera da letto matrimoniale con bagno, e ci accomodammo sul letto. Aveva preso da casa una bottiglia di spumante, che prontamente fu stappata quando ci sedemmo sul bordo del letto.

Incominciammo a baciarci e poi, in pochi secondi fummo nudi.

Il resto è semplice da immaginare: un po’ l’alcool, un po’ il fatto che sarei partito poche ore dopo ci permise di liberarci dai nostri freni inibitori (da parte sua MOLTO pochi).

Di quella serata il ricordo è ancora vivido. Fu sano, semplice, irruente, senza freni, passionale sesso fra me e L’altra.

Mi piacerebbe poterlo riprovare.




 

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