Lei è uscita con una sua amica. Io sono a casa da solo e vorrei avere ancora contatti in chat con L’altra… ma ormai da tempo non la sento più.
Ho ancora in mente, tatuato fra le pieghe cerebrali, il suo numero di cellulare. La paura di chiamarla è tanta. La paura di essere scoperto dalla mia adorabile e terribile Lei è enorme.
E pensare che basterebbe risentire la voce della mia tentazione perenne per farmi sciogliere in mille ricordi; sentire il suo accento cosi “parigino” darebbe effetti immediati, meglio della più potente pillolina blu del piacere.
Magari L’altra mi sbatterebbe il telefono in faccia, visto che per due anni non l’ho chiamata una volta e all’epoca c’eravamo lasciati male con il sottoscritto che recitava la “scena madre”:
” Scusa ma non riesco più a sentirti solo come amico. Ho voglia di più! Ho voglia di quello che ho avuto in passato e che ora dai a qualcun’altro”.
Vi racconto l’ultima incontro che ho avuto con L’altra, vi và?
Era passata dalle mie parti, insieme al suo “divertimento” di allora: un notaio sesso-dipendente con il quale stava progettando di realizzare un sito tipo questo qui! Pensava che poteva anche lei, come la protagonista del sito, alzare un pò di soldini e magari essere intervistata da Lucignolo. Ho provato a darle una mano in quel periodo, visto che qualcosa di grafica e programmazione web conosco. Quando ormai era tutto finito, mi disse che sarebbe passata a trovare con il suo lui, degli amici che aveva dalle mie parti.
Ci siamo dati appuntamento, allora, in una birreria della zona.
La scena era stata pietosa: io ero incazzato per non poterle stare vicino e per non averla tutta per me, almeno per 10 minuti.
In più, vista la mia timidezza, non riuscivo a scambiare una parola con nessun’altro al tavolo.
Risultato, dopo un’oretta a mangiare noccioline e a bere coca-cola, sono andato via.
Lei mi ha accompagnato fuori e ci siamo lasciati abbracciandoci.
Sentivo che non ci saremmo più rivisti!
Solo pochi altri scambi di battute in chat e poi, da lì a qualche giorno, la scena madre che vi raccontavo qualche riga più su.












